La Chiesa Parrocchiale (S. Marziano e Martino)
La Chiesa Parrocchiale (S. Marziano e Martino)


E' dedicata a San Marziano Martire, primo vescovo di Tortona e a San Martino, vescovo di Tours.
Marziano, che contribuì a diffondere la fede cristiana in Liguria, aveva fissato la sua sede episcopale a Tortona, convertendo le popolazioni della zona. La sua opera di evangelizzazione provocò l'intervento dell'imperatore Adriano (II sec. d.C.) che ordinò la persecuzione di tutti i cristiani nel territorio di Asti e di Tortona. Marziano fu imprigionato, martirizzato e decapitato. La popolazione di Mede, che era stata da lui convertita, gli intitolò la parrocchiale, designandolo suo Santo protettore.
Nel 1613 una delegazione, di cui facevano parte gli esponenti del clero, i conti di Mede, i consiglieri comunali, incaricò il sacerdote Don Marziano Ferrari di richiedere una reliquia del santo a Mons. Cosmo Dossena, vescovo di Tortona. Questi concesse un dente e una parte del capo. Il dente è conservato in un ostensorio di rame dorato, l'altra reliquia fu posta nel capo d'argento di un busto di rame dorato, collocato in una nicchia sul lato destro del coro.
La nicchia era chiusa con tre chiavi, possedute rispettivamente dal Parroco, dai Conti di Mede, dai Consigheri del Comune. Vengono esposte il 6 marzo, giorno della memoria del santo.

La chiesa primitiva risale agli anni intorno al Mille, abbracciava le Chiese di San Martino, di San Romerio verso Castellaro, di San Maurizio di Castellaro e di San Glovanni Battista di Tortorolo. La chiesa di San Martino esisteva vicino alla Parrocchiale, rovinò nel XVII secolo, allora il beneficio fu eretto all'altare maggiore della prepositurale che a San Marziano associò anche San Martino.
Nel 1390 fu portata alla configurazione attuale, come testimonia la data trovata sulla base di uno sprone della Chiesa, servendosi di materiale della costruzione preesistente. Della chiesa primitiva non rimane che la volta sovrastante i due ripostigli che fiancheggiano l'ingresso della sagrestia e la dispensa della chiesa Parrocchiale: questi costituivano una piccola navata a fianco del Presbiterio.
Il 17 agosto 1460, il Vicario Generale e Luogotenente del Vescovo di Pavia Glacomo de Piccolomini effettuò una visita alla chiesa di San Marziano, rilevò che era antica e necessitava di restauri. L'allora parroco Giacomo dei conti di Mede, con l'aiuto di altri conti consorti di Mede e dei fedeli, la ristrutturò.
Il tempio rinnovato era in stile gotico, a tre navate, e misurava m. 42 di lunghezza per metri 23,70 di larghezza. Le navate sono separate da due file di pilastri lobati con semicolonne di cui riportiamo una sezione in scala 1:25.

Gli archi della navata centrale sono a sesto acuto, mentre quelli che separano questa dalle navate laterali sono a tutto sesto. Successivi abbellimenti ed arricchimenti della parrocchiale si effettuarono nel secolo XVII, quando venne eretta la barocca, splendida, cappella del Rosario da un discendente dei conti di Mede e nel secolo XVIII Giacomo Crosio fece costruire la cappella dell'lmmacolata.
Il 1800 vide successivi rifacimenti e restauri. Nella notte fra il 9 e il 10 ottobre 1828 si verificò un terremoto che causò gravi danni alle strutture del tempio. Nel 1830 vennero, intrapresi i restauri dell'interno e dell'esterno della chiesa. La chiesa ristrutturata venne affrescata nel suo intemo negli anni 1854 - 55, da Paolo e Angelo Maggi di Sannazzaro. Paolo effigiò le figure degli Apostoli, degli Angelo, delle virtù teologali e cardinali, di Mosè e di Davide, dell'Assunta, di San Marziano, di San Giacomo Minore, di San Giovanni, di San Matteo e di Giuda Taddeo. Ad Angelo venne affidata l'esecuzione degli ornati.
Negli anni 1884 -1885, subì un radicale rifacimento la facciata della Chiesa, che assunse l'aspetto attuale. E' in stile gotico lombardo, testimoniato dalla presenza di quattro pinnacoli in cotto e dal grande rosone centrale; i contrafforti in mattone a vista annunciano la ripartizione interna a tre navate Nella casa parrocchiale è conservato un ritratto ad olio di Don Calvi, che riporta l'irmnagine della facciata del tempio prima che venisse modificata. La nuova facciata, il cui progetto è dell'ing. Pietro Massazza e che fu eseguita dall'ing. Virginio Crosio, accentua le caratteristiche dello stile gotico - lombardo con l'uso di armoniose decorazioni in cotto. Esse sono opera dello scultore Tommaso Airaghi, milanese, come pure le statue di san Marziano e di san Martino. AI culmine della facciata si vede la statua di Gesù Redentore.
Ai primi del novecento, fu costruito il campanile. Animatore di questa impresa fu don Siro Damiani che il 20 aprile 1902 benedisse la prima pietra. In essa era stata murata una bottiglia contenente una pergamena che riportava "A.M.D.C. Ad maiorem Dei gloriam, l'anno del Signore 1902 ed alli 20 del mese di aprile, governando la Chiesa il S. P. Leone XIII e regnando S.M. Vittorio Emanuele III re d'ltalia, venne posta la prima pietra di questo campanile, innalzato a cura della fabbriceria della Parrocchia, col concorso dell'onorevole Municipio e della cittadinanza di Mede". Il progetto fu affidato all'ing. Crescentino Caselli, professore nella Regia Accademia delle Belle Arti di Torino. L'11 dicembre 1902 venne posata la croce dorata sul vertice del nuovo campanile, alto m. 63, base di 5,50 m. Nell'anno successivo vennero inserite le ringhiere in ferro, ed il nuovo orologio acquistato dal Comune.
Venne rinnovato anche il concerto delle campane, con l'acquisto di 6 bronzi fusi dalla ditta Barigozzi di Milano, in luogo delle vecchie 5. Ognuna delle campane, che vennero issate, con l'aiuto di tutta la popolazione medese, ha un titolo e porta incisa una invocazione: I. San Marziano 2. San Martino 3.Sacro Cuore 4.Vergine Immacolata 5.San Siro 6. San Giuseppe.
Nell'estate del 1904 si inaugurò il campanile, come ricorda la lapide posta alla base del monumento. Nel 1905 si abbattè la vecchia torre campanaria, che si alzava in posizione piuttosto arretrata rispetto alla facciata della Chiesa, alta 28 m e di base quadrata di m 4 di lato.
Durante i lavori per la costruzione di una nuova Cappella, nel settembre 1906, venne abbattuto un muro antico e si scoprirono due antichissimi affreschi; uno raffigurante un vescovo con la scritta Sanctus Martianus, l'altro era la rappresentazione di San Cristoforo col Bambino Gesù sulle spalle, sopra questo affresco, in caratteri romani, 26 luglio 1472. Secondo quanto lasciato scritto da don Siro Damiani, questi affreschi ornavano il presbiterio della Chiesa antica. Sembra quindi che la Parrocchiale primitiva, angusta e corta, si trovasse compresa tra la navata centrale e quella laterale destra odierna. Osservando i muri della volta si può notare come quelli sopra il coro e il presbiterio mostrino una fascia mediana più antica.
Nel 1929, in occasione del Congresso Eucaristico Diocesano, il parroco Don Enrico Cantone attu6 una serie di restauri. In particolare tutta la chiesa fu affrescata dal prof. Ferdinando Bialetti, che impiegò 18 mesi per portare a termine la sua opera: i dipinti dell'Assunta, della Samaritana, delle Pie donne sul calvario, sulla parete di fondo dell'abside, quelli di San Marziano e San Martino ai lati del presbiterio. La volta è affrescata con le figure dei quattro evangelisti.
Aspetti artistici piii ragguardevoli
L'affresco di San Marziano, risalente al secolo XIII, si trova sulla lesena di una parete della ex-cappella di Sant'Antonio; a fianco è presente una "Fuga in Egitto ", olio su tela, nella parete di fronte, in un armadio a muro si conservano le reliquie del Santo protettore; affresco di San Girolamo con il crocefisso, ai suoi piedi un leone, sullo sfondo un paesaggio molto alberato, si trova nel minuscolo andito che conduce alla sacrestia, risale al XIII secolo; lunetta che si trova nella cappella del SS. Sacramento, è un affresco che raffigura la Madonna della Pace con San Marziano e San Martino, risale al 1600 ed è attribuito alla scuola del Lanino, pittore originario di Vercelli, che operò molto nella nostra zona. Sotto la lunetta vi è un quadro raffigurante la Madonna con il Bambino e due sante. La cappella del SS. Rosario, esempio di arte settecentesca: l'altare di marmo nero intarsiato è sovrastato da una nicchia dove è posta la Madonna del Carmine, opera dello scultore Gaspare Galeazzi. Ai lati dell'altare ci sono due grandi tele ad olio, incastonate nel muro; una rappresenta Giuditta che uccide Oloferne, l'altra la Regina Ester davanti ad Assuero, accanto le statue dei quattro profeti. La cupola ottagonale è riccamente decorata con stucchi, sculture e medaglioni affrescati. La piccola lanterna del cupolino è sorretta da otto putti. Anche l'arco d'lngresso della cappella è decorato da affreschi ottocenteschi rappresentanti i cinque Misteri Gloriosi. Nella navata di destra si apre la cappella dell'lmmacolata, costruita nel 1571 da Giacomo Filippo Crosio: a pianta quadrata, I'altare è di stile barocco con ricchezza di marmi policromi, la cupola ottagonale presenta bassorillevi monocromi in stucco, sottolineati da leggere cornici dorate, che illustrano il Dogma del Purgatorio. All'interno vi è una bella statua dell'lmmacolata in marmo candido di cui si ignora l'epoca e I'autore. La finestra a destra dell'altare illumina un dipinto di fine ottocento con la Madonna e i santi, opera di G. B. Rossi. L'organo: dagli antichi libri di conti risulta che già nel 1680 la Parrocchia stipendiava un organaro. Nel 1840 l'antica Fabbrica Biroldi di Varese lo ristrutturò quasi completamente. Successivi restauri a partire dal 1860 furono fattl ancora dalla stessa fabbrica, poi nel 1880 da Giovanni Mentasti che si occupò del rifacimenti e della manutenzione dell'organo sino al 1900, quando fu sostitulto da Gandini di Varese. Dal presbiterio tre gradini portano all'altare maggiore a tre livelli, con grande crocefisso: l'altare marmoreo affiancato da grandi volute porta sul piano della mensa gli stemmi dei Conti di Mede. Il catino absidale è tagliato a cinque spicchi ed è interamente decorato a mosaico. Nella parte superiore troviamo il Cristo che presenta l'eucarestia attorniato da 4 angell; nel registro sottostante, al centro l'Assunta con le Tre Marie (a destra) e la Samaritana (a sinistra), tutti mosaici del Bialetti, come la maggior parte dei dipinti della Chiesa, datati 1929. I mosaici del presbitero e dell'abside presentano una particolare invenzione del prof. Bialetti, che sostituì all'oro, soggetto ai capricci dell'umidità, le sfumature brillanti di un giallo durevole e di ottimo effetto.
Mede
Via Dante Alighieri, 31